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Questo articolo è stato pubblicato il 04 febbraio 2012 alle ore 09:26.
Alla fine il sindaco unico guadagna spazio sia sul fronte delle spa sia sul versante delle srl. La versione finale del decreto legge sulle semplificazioni risulta, per quanto riguarda i controlli di legalità nelle società di capitali, la più sgradita ai professionisti e, in particolare, ai dottori commercialisti. Forse anche oltre quella molto tranciate che escludeva tout court il collegio dalle srl, ma evitava di toccare le società per azioni.
Nelle società per azioni, pertanto, in caso di mancata pronuncia sul punto da parte dello statuto e se sono presenti le condizioni per la redazione del bilancio in forma abbreviata previste dall'articolo 2435 bis del Codice civile le funzioni del collegio sindacale sono esercitate da un sindaco unico, scelto tra i revisori legali iscritti nel registro. Toccherà poi all'assemblea provvedere alla nomina del collegio sindacale entro 30 giorni dall'approvazione del bilancio dal quale emerge il venire meno delle condizioni per la redazione del bilancio in forma abbreviata.
Per quanto riguarda le srl, l'intervento è sull'articolo 2477 del Codice civile con il quale viene lasciata mano libera alla società nella scelta della forma di controllo. Si scrive di un organo, ma, in assenza di una disposizione precisa da parte dello statuto quest'organo di controllo deve essere considerato costituito da un solo membro effettivo. Nella successione della norma si prevede che la figura del sindaco sia equiparata a quella del revisore, altra disposizione che sicuramente suona male alle orecchie dei commercialisti che, in questi giorni, hanno più volte insistito sulla distinzione di competenze tra le due figure. Il risultato è comunque la riduzione dello spazio di agibilità per il collegio sindacale.
Ora, è difficile fare pronostici su quello che succederà. Perché il Governo ha deciso comunque di procedere mentre i segnali che arrivano dal Parlamento sono di forte tensione. Significativo è quanto successo pochi giorni fa in Senato dove, nell'ambito della conversione del decreto legge sulla giustizia civile, sono state prima modificate norme di scarso spessore, ma indirizzate comunque a sostituire il sindaco al collegio, e poi, soprattutto, a mettere un altolà a qualsiasi intervento spot in materia di diritto societario.
A questo punto, in sede di confronto parlamentare sulla conversione del decreto, anche se c'è già chi parla di fiducia, potrebbe essere anche praticabile uno scambio, nel segno del ritorno di attualità di una delega al Governo per un intervento di risistemazione organica di tutto il tema dei controlli societari.
Il Governo, a dire la verità, ci aveva anche provato e aveva presentato in commissione Giustizia al Senato un emendamento per il riordino nel segno della riduzione dei costi senza perdere in efficacia, dell'adeguamento dei controlli alla dimensione della società, del taglio della sovrapposizione tra figure con competenze analoghe. La commisione l'aveva fatta accantonare, ma adesso potrebbe essere la soluzione a tutti più gradita.
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